Pesci in pericolo: è il riscaldamento globale

Pesci in pericolo? Sì, il riscaldamento globale non colpisce solo la terra, ma anche il mare! Purtroppo se ne parla ancora troppo poco. Eppure le acque stanno subendo effetti disastrosi.

L’innalzamento delle temperature è una costante minaccia per il mare, la fauna e la flora marina. Secondo le stime degli esperti, le previsioni sono drammatiche: ci saranno sempre meno pesci e più meduse

I cambiamenti climatici stanno trasformando dunque anche i nostri mari. Questo ormai è un dato di fatto. Esistono, infatti, conferme scientifiche sul fenomeno di acidificazione dell’acqua marina che sta causando numerosi danni negli oceani. E bisogna assolutamente parlarne per cercare di colmare questo vuoto informativo! 

L’acidificazione dell’acqua

Le temperature sempre più alte provocano una reazione chimica molto pericolosa per l’habitat marino. Si tratta di un fenomeno chiamato acidificazione dell’acqua, che ha un forte impatto sulla fisiologia delle specie marine. 

Pesci in pericolo: è il riscaldamento globale

Cosa sta succedendo dunque?

L’anidride carbonica prodotta dall’uomo, attraverso le emissioni inquinanti, viene assorbita dal mare causando l’acidificazione dell’acqua. Nei pesci il minore trasporto d’ossigeno ai tessuti può provocare stranissimi effetti.

Cambio di rotta: tutti ai poli!

Per esempio, si potrebbe verificare un cambiamento della distribuzione delle specie marine e quelle d’acqua dolce, con un progressivo spostamento dei pesci verso le calotte polari. 

Ma non solo, l’acidificazione crea danni neurologici ai pesci e problemi per l’intera catena alimentare portando i pesci ad impazzire completamente.

Anarchia nell’ecosistema sottomarino

Pensate che a causa dell’acidificazione delle acque, la capacità dei pesci di riconoscersi a vicenda potrebbe essere compromessa e potrebbe causare in certe specie l’inclinazione a nascondersi, o a buttarsi in pasto ai predatori, completamente accecati dal pericolo.

In una parola, acidificazione significa anarchia nel mondo sottomarino. E non solo!

Addio anche al plancton

Gli animali acquatici sono a sangue freddo e sono molto sensibili alle variazioni climatiche. Acque più calde possono significare cicli vitali e riproduttivi variati, cambiamento delle dimensioni delle uova deposte, progressiva perdita di zooplancton. 

Lo zooplancton è un alimento essenziale per molti pesci, la cui minore disponibilità si ripercuote su tutta la catena alimentare. E’ costituito dall’insieme degli organismi acquatici, animali e vegetali, di grande varietà e di dimensioni comprese tra 5 mm e 5 cm. Sospesi, a galla o nelle correnti d’acqua, senza rapporto con il fondo marino, rendono il mare un’enorme dispensa naturale di sussistenza e vita per tantissima biodiversità

Pesci in pericolo: è il riscaldamento globale

Merluzzi, molluschi e crostacei, nessuno si salva

Merluzzi, molluschi e crostacei sono coinvolti in questo processo di distruzione. La crescente acidità degli oceani avrà un impatto negativo su gamberetti, ostriche e coralli perché impedirà una facile formazione dei gusci. Anche i merluzzi sono una specie fortemente dimezzata dall’eccessivo sfruttamento e dalle recenti morie dovute alla carenza di plancton.

Negli ultimi trent’anni la popolazione di gambero polare si è ridotta di quasi il 75 per cento, forse a causa dello scioglimento dei ghiacci, privando pinguini, foche e balene di una fondamentale fonte di sostentamento.

Invasione di meduse in tutto il mondo

Sempre meno pesci mangiatori di plancton (per esempio, acciughe e sardine) significa anche meno concorrenti per le meduse che si trovano molto alimento extra e, grazie a questo, stanno prolificando in tutti gli oceani. 

Pesci in pericolo: è il riscaldamento globale

Il riscaldamento globale sta dunque causando in tutto il mondo un aumento delle popolazioni di meduseprovocando danni all’ecosistema marino e ai pescatori. 

Impatti del cambiamento climatico sulla pesca

I cambiamenti climatici stanno minacciando la vita nei mari e negli oceani e di conseguenza anche le popolazioni che basano il loro sostentamento su attività ittiche. 

Un nuovo studio pubblicato su Science mette in evidenza gli impatti del cambiamento climatico sulle specie di pesci più importanti anche da un punto di vista economico.

A pagina 979 di questo numero, Free et al. (4) viene riportata un’analisi completa che indica un calo del 4,1% tra il 1930 e il 2010 nella produttività globale della pesca marittima, con alcune delle più grandi ecoregioni ittiche che registrano perdite fino al 35%. La loro mappatura spaziale può aiutare a informare le strategie di pianificazione e adattamento future.

Per fortuna è arrivato FeelHippo

FeelHippo è il robot italiano che cerca anidride carbonica nel mare. Fino ad ora infatti, le misurazioni sulla presenza di CO2 nelle acque sono state condotte da sub provvisti di telecamere. Le stime fino ad oggi quindi sono state molto approssimative e relative solo ad habitat facilmente accessibili dall’uomo.

“Abbiamo quindi fatto un primo esperimento con il nostro robot subacqueo FeelHippo – ha spiegato Alessandro Ridolfi, ricercatore ISME/Università di Firenze – un veicolo autonomo provvisto di telecamere e sonar, e sviluppato per esplorare i fondali marini, ma anche in grado grazie alle medesime tecnologie, di mappare le bolle di CO2 nell’acqua”.

Dalle bocche dei crateri vulcanici fuoriescono numerosissime bolle di anidride carbonica e FeelHippo ha potuto così utilizzare le sue innovative capacità per correre dietro a queste bolle e valutare la gravità della situazione sul fondo del mare.

Grazie a strumentazioni come FeelHippo e alle nuove tecnologie sempre più avanzate è possibile continuare a monitorare la condizione delle

Manuela Raganati Notizie, video e curiosità su meteo, clima, natura e ambiente selezionati per te dal team di Meteolandia.

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